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L'indagine del DOJ
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato mercoledì l'arresto di due dirigenti di Oxygen Forensics, azienda specializzata in estrazione dati e digital forensics, accusati di aver venduto il proprio software a diverse agenzie federali USA nascondendo la proprietà straniera e l'origine russa della tecnologia.
Secondo il comunicato del DOJ, il Dipartimento della Difesa (DOD) e il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) hanno acquistato il software di Oxygen Forensics dopo che l'azienda avrebbe mentito sui propri legami con l'estero. Tra i clienti figurano anche rami del DHS come il Secret Service, il National Computer Forensics Institute (NCFI), Homeland Security Investigations e l'Office of the Inspector General.
Il CEO Lee Reiber, 55 anni, di Boise, Idaho, è stato arrestato domenica e rilasciato su cauzione. Oleg Sergeyevich Davydov, 52 anni, residente a Mosca e CTO dell'azienda, è stato arrestato lo stesso giorno a Londra; le autorità federali intendono chiederne l'estradizione negli Stati Uniti. Entrambi sono accusati di cospirazione per frode telematica e rischiano fino a 20 anni di carcere.
Le accuse e le prove
Secondo l'affidavit del DOJ, Reiber avrebbe dichiarato alle agenzie governative interessate a un contratto con Oxygen che "il software era sviluppato negli Stati Uniti", quando in realtà cinque cittadini russi, tra cui Davydov, possedevano e controllavano l'azienda e il software era sviluppato in Russia. Davydov e altri quattro cittadini russi si sarebbero nascosti dietro una holding con sede a Cipro, sebbene Oxygen sia formalmente con sede in Virginia.
Il 20 settembre le autorità USA hanno sequestrato circa 57 domini, infrastrutture informatiche e conti bancari aziendali della società. Il sito web di Oxygen è stato sequestrato ed è fuori servizio.
Le autorità non sostengono che il software sia stato utilizzato per ottenere accesso non autorizzato ai dati o ai sistemi dei clienti, né ci sono prove che il software contenesse codice malevolo. Tuttavia, il DOJ afferma che il software è stato venduto anche a enti russi come l'FSB, il Comitato Investigativo Russo e il Ministero degli Interni russo, tramite una società separata di Davydov che vendeva lo stesso software con un nome diverso.
- Voce: CEO arrestato - Lee Reiber, 55 anni, rilasciato su cauzione
- Voce: CTO arrestato - Oleg Sergeyevich Davydov, 52 anni, arrestato a Londra, estradizione richiesta
- Voce: Accusa - Cospirazione per frode telematica, fino a 20 anni di carcere
- Voce: Sequestri - 57 domini, infrastrutture e conti bancari aziendali
- Voce: Clienti USA - DOD, DHS, Secret Service, NCFI, HSI, OIG
Quadro operativo
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Voce | CEO arrestato - Lee Reiber, 55 anni, rilasciato su cauzione |
| Voce | CTO arrestato - Oleg Sergeyevich Davydov, 52 anni, arrestato a Londra, estradizione richiesta |
| Voce | Accusa - Cospirazione per frode telematica, fino a 20 anni di carcere |
| Voce | Sequestri - 57 domini, infrastrutture e conti bancari aziendali |
| Voce | Clienti USA - DOD, DHS, Secret Service, NCFI, HSI, OIG |
Il contesto e le reazioni
Il presunto schema sarebbe stato sviluppato dopo l'invasione russa dell'Ucraina e l'imposizione di nuove sanzioni USA, che avrebbero spinto Oxygen a rimuovere i nomi dei russi dalle dichiarazioni societarie. Reiber sarebbe diventato CEO, presidente e presidente del consiglio di amministrazione nel marzo 2022, poco prima che le dichiarazioni venissero modificate.
Secondo il DOJ, i proprietari russi avrebbero continuato a prendere decisioni significative, a stabilire la retribuzione di Reiber e a mantenere la firma autorizzata sui conti bancari della società. Nel novembre 2023, un giornalista avrebbe chiesto a Reiber dei legami russi, spingendolo a scrivere a Davydov che l'attenzione dei media "avrebbe potuto distruggere questa intera opportunità", riferendosi a un contratto in sospeso con il NCFI.
Oxygen è da tempo nel mirino dei difensori dei diritti digitali, che consideravano i legami russi un segreto di Pulcinella. Natalia Krapiva, senior tech legal counsel di Access Now, ha dichiarato: "Nessuno strumento di sorveglianza dovrebbe avvicinarsi a un'indagine USA finché non sappiamo chi lo possiede, chi lo costruisce e a chi altro lo vendono. Lo stesso software venduto alle forze dell'ordine USA è stato usato dall'FSB per estrarre dati dai telefoni dei russi anti-guerra e trasformarli in accuse penali."



